Project Description

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021 sono state introdotte e rafforzate misure incentivanti l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di lavoratori di età non superiore ai 35 anni e 364 giorni e di donne disoccupate. È stato esteso anche l’ambito temporale d’applicazione dell’esonero contributivo ‘Decontribuzione Sud’. Da una prima analisi infatti possiamo dire che l’attuale Legge di Bilancio è per lo più un adeguamento di alcuni incentivi già esistenti e rimodulati negli importi e nelle condizioni di fruizione.

Sgravio contributivo totale assunzione giovani 2021/22

Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, per il biennio che va dal 1 gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2022, al datore di lavoro è riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi.

L’esonero contributivo è riconosciuto nella misura del 100% con esclusione dei premi e dei contributi INAIL da applicare per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite di importo massimo pari a € 6.000,00 euro l’anno, nell’ipotesi di assunzione con contratto subordinato a tempo indeterminato o di trasformazione di precedenti rapporti a termine, anche in somministrazione, di un lavoratore:

  • di età non superiore ai 35 anni e 364 giorni, alla data d’assunzione;
  • che non sia mai stato occupato a tempo indeterminato (non ostano al riconoscimento dell’esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso altro datore di lavoro).

Qualora l’assunzione sia effettuata nelle unità produttive delle Regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) la durata dell’esonero si innalza a 48 mesi.

La norma della legge di bilancio 2021 (art. 1, comma 10) fa espresso riferimento alla l.205/2017 (legge di Bilancio 2018) art. 1 comma da 100 a 105, che disciplinava l’esonero under 35 alla stessa stregua di quello introdotto dal 1 gennaio 2021.

All’epoca l’esonero contributivo pur se dello stesso importo era però pari al 50% della contribuzione previdenziale dovuta e l’età anagrafica non superiore ai 34 anni e 364 giorni.

Condizioni e limiti per l’assunzione agevolata under 36

La norma fissa però anche alcuni paletti per i datori di lavoro per accedere all’esonero (pena la revoca e il recupero di quanto fruito) che possiamo riassumere sinteticamente nei punti:

  • Età anagrafica lavoratore al momento dell’assunzione o trasformazione non superiore a 35 anni e 364 giorni
  • Il lavoratore non deve aver mai avuto nella propria vita lavorativa rapporti a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro (riferimento alla l. 205/2017)
  • Nei sei mesi precedenti l’assunzione e nei nove mesi successivi il datore di lavoro non deve aver proceduto a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi per i lavoratori inquadrati con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva

La fruizione dell’esonero è poi soggetta alle norme dell’art. 1 c. 1175 della legge 296/2006 e dell’art. 31 D.lgs. 150/2015 che obbligano il datore di lavoro alla regolarità contributiva, al rispetto degli accordi e contratti collettivi, rispetto obblighi preesistenti derivanti dalla legge o contrattazione collettiva, divieto di assunzione dei lavoratori licenziati nei sei mesi precedenti da datori di lavoro facenti capo alla stessa proprietà.

In merito alle modalità operative pratiche di fruizione bisognerà attendere come sempre apposita circolare Inps e come espressamente previsto dalla Legge di Bilancio dall’autorizzazione preventiva da parte della Commissione Europea, in riferimento al quadro temporaneo sugli aiuti di Stato.

Decontribuzione Sud introdotto dal c.d. Decreto Agosto (D.l. 104/2020)

L’esonero contributivo era riconosciuto a fronte di qualsiasi assunzione sia a tempo determinato che indeterminato di lavoratori la cui prestazione lavorativa si svolga nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia ed era previsto originariamente nel periodo 1 ottobre – 31 dicembre 2020.

L’agevolazione era pari al 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro senza alcun tetto mensile.

Il diritto alla fruizione dell’agevolazione da parte del datore di lavoro è subordinato: al rispetto della regolarità contributiva (DURC), e degli altri obblighi di legge e derivanti da accordi e contratti collettivi.

La legge di Bilancio ha apportato le modifiche e ha esteso la misura nei seguenti termini e annualità:

  • in misura pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
  • in misura pari al 20% dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
  • in misura pari al 10% dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

Come per gli altri due esoneri sarà necessaria l’autorizzazione da parte della Commissione europea per i periodi successivi al 30 giugno 2021 e una nuova circolare Inps che dettagli gli adempimenti per gli anni successivi al 2020.

Non possiamo sottacere le difficoltà che hanno incontrato i datori di lavoro nella fruizione di questo esonero. L’Inps con il messaggio dell’11 gennaio ha stravolto in parte le carte in tavola, in quanto ha previsto una particolare fruizione sulle tredicesime mensilità e ha posto un’interpretazione molto restrittiva in capo alle agenzie di somministrazione del lavoro. Il D.lgs. 150/2015, art. 31 comma E prevede che in caso di somministrazione l’incentivo è trasferito in capo all’Utilizzatore e su quest’ultimo si considerano le regole di fruizione. L’Inps con il messaggio dell’11 gennaio ha stravolto la suddetta norma e ha previsto che le unità produttive su cui far riferimento non siano quelle dell’Utilizzatore ma bensì quelle dell’agenzia per il lavoro.

Assunzione agevolata donne 2021/22.

Anche in questo caso la Legge di Bilancio per espressa previsione interviene, rafforzandolo, su un incentivo già presente nel nostro ordinamento e introdotto dalla l. 92/2012 (Legge Fornero).

L’esonero contributivo è pari al 100%, per una somma fino a 6000 euro all’anno della contribuzione dovuta dal datore di lavoro.

Da una prima analisi delle norme della legge di Bilancio risultano però incentivate solo le assunzioni e/o trasformazioni, a tempo indeterminato, anche in somministrazione, che dovranno essere effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022.

La durata dell’esonero è pari a 18 mesi.

L’incentivo per le assunzioni a tempo determinato di donne in possesso dei successivi requisiti rimangono invece disciplinate dalle norme ordinarie della Legge Fornero.

Condizioni e limiti dell’assunzione agevolata donne 2021/22

Anche questo esonero è soggetto a diverse condizioni sia in capo alle lavoratrici che al datore di lavoro.

Lo sgravio è riconosciuto per l’assunzione di:

  • donne prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi se residenti in regioni ammissibili al finanziamento nell’ambito dei fondi strutturarli o assunte per una professione o un settore economico caratterizzato da forte disparità occupazionale di genere (Dm 234 del 16 ottobre 2020)
  • donne ovunque residenti, qualora siano prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi
  • Donne over 50, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi

Per ciò che concerne il datore di lavoro:

  • dovrà essere rispettata la regolarità contributiva (DURC), al rispetto degli accordi e contratti collettivi, rispetto obblighi preesistenti derivanti dalla legge o contrattazione collettiva, divieto di assunzione dei lavoratori licenziati nei sei mesi precedenti da datori di lavoro facenti capo alla stessa proprietà
  • Incremento occupazionale netto: l’assunzione agevolata dovrà comportare incremento dei lavoratori dipendenti del datore di lavoro rispetto alla media dei 12 mesi precedenti che dovrà essere mantenuto per tutta la fruizione dell’incentivo.

Anche in questo caso è necessaria l’approvazione da parte della Commissione UE. In merito alle regole comunitarie del quadro temporaneo sugli aiuti di stato, il datore di lavoro dovrà rispettare anche ulteriori paletti:

  • Importo complessivo non superiore agli 800 mila euro per impresa
  • L’aiuto di stato non deve riguardare imprese già in difficoltà al 31 dicembre 2019

In merito al requisito dell’impiego regolarmente retribuito, ci si aspettava dal legislatore maggiore attenzione all’occupazione della donna. Le condizioni per accedere all’incentivo prevedono, nella parte minima, la mancanza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Da ciò si deduce che molte donne, che hanno perso il lavoro durante l’emergenza Covid_19, non potranno accedere a questo beneficio.