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  • La comunicazione interna e il Post Covid

    La comunicazione interna e il Post Covid

    Indubbiamente stiamo vivendo un tempo di distanza: distanza fisica, distanza sociale, distanza lavorativa.

    Lentamente stiamo riprendendo la vita lavorativa, che per molti è ancora in modalità smart, per altri è fisica, ma con regole molto ferree che incentivano la rotazione e ancora la distanza.

    Come si fa in tempi come questi in cui ciascuno, chi più chi meno, ha un senso di estraneità rispetto all’usuale ambiente lavorativo, a ricreare e rafforzare il senso di comunità che fa di un’azienda un organismo unico?

    La risposta l’ha data Filippo Poletti nel suo libro “ Tempo di Iop: Intranet of People”, edito dalla casa editrice di Palermo Dario Flaccovio. Il segreto del successo, secondo l’autore, sta nella valorizzazione della comunicazione interna. “Cerchiamo di mettere a fuoco la questione: la comunicazione esterna resta importante quanto quella interna. La prima non sostituisce la seconda e viceversa. Quella interna, tuttavia, è un trampolino di lancio per la prima, perché tanto più le persone sono consapevoli degli obiettivi e degli interessi professionali tanto più la comunicazione rivolta verso l’esterno può contare sull’unione dei collaboratori. Prima di parlare all’esterno, occorre sviluppare il dialogo in “famiglia”.

    Il fine della comunicazione interna non è l’inseguimento del consenso, ma l’emersione del senso che lega le azioni quotidiane sul lavoro. Le persone sono il centro dell’azienda e quindi il cuore della comunicazione interna, comunicare con loro significa comprenderli valorizzandone le energie e le potenzialità. “La comunicazione interna non è mai neutra: deve tifare per i collaboratori e per il successo dell’impresa dove operano. L’obiettivo è quello di mettere a fuoco tanti percorsi in divenire, all’interno dei quali esiste la parola inizio, ma non la parola fine: ogni giorno sulla intranet deve essere un buongiorno mai identico a quello precedente.”

    L’Intranet è, infatti, la piattaforma che l’autore reputa utilissima per raggiungere gli obiettivi di una buona comunicazione interna. Intranet che deve essere come un portone aperto a tutti i professionisti che operano in azienda, che non deve essere vista solo unicamente in termini strutturali e funzionali, ma come uno stimolo per tutti “ad alzare lo sguardo dal proprio raggio d’azione e mettere a fattor comune la conoscenza e la voglia di fare bene”.

    Benvenuti, quindi, nel quasi post Coronavirus, auguriamoci solo che ci veda più uniti rispetto al passato.

  • Colleghi uniti in smart working

    Colleghi uniti in smart working

    È davvero un momento molto complesso quello che stiamo vivendo. Un momento di solitudine generalizzata, di distanziamento, di lontananza, di mancanza, di senso di abbandono e di paura di perdere i riferimenti che ci hanno accompagnato fino ad ora.

    Manca a tutti la quotidianità del lavoro, la nostra scrivania, il caffè con i colleghi, il pranzo come piacevole intervallo, per ridere, per cominciare a godere di una breve passeggiata, in queste belle giornate di una primavera che ci appare in tutto il suo splendore, ancora più rigogliosa, assolutamente incurante del virus che sta colpendo l’umanità.

    Ma è necessario, anche per il nostro benessere psichico, mantenere i rapporti con i colleghi, con chi come noi sta lottando per tenere in piedi l’azienda a cui siamo legati, che in qualche modo ci appartiene, ma che lavorando, ciascuno nel proprio spazio, comincia a sembrarci lontana.

    Allora, per scuoterci di dosso le malinconie e le solitudini, cominciamo con videochiamate di gruppo, perché la telefonata a più voci è utile per scambiarci le informazioni necessarie, ma vederci, ognuno in una situazione casalinga, con i capelli non propriamente in ordine, magari senza trucco, ma con un bel sorriso ci fa sentire vicini. Le videochiamate ci consentono di ridere di nuovo, di scherzare, di raccontarsi un po’ di cose che ci stanno succedendo, di prenderci allegramente in giro come avremmo fatto al vivo. Vedere l’altro alleggerisce la distanza, fa venire meno quel senso di solitudine e di sbando che sta attanagliando un po’ tutti noi.

    Le riunioni fatte in video, con il capo, sono certamente più formali, meno scherzose, ma non necessariamente seriose, anche queste ci consentono di proseguire la nostra attività in un clima di apparente normalità.

    Oggi sono a disposizione di tutti molte app che ci consentono, serenamente, di rimanere in contatto anche visivo: da WhatsApp e Messenger, le più conosciute, alle applicazioni di Google: Duo, Hangouts Chat e Hangouts Meet, a Microsoft Teams.

    Solo qualche raccomandazione per ottenere il massimo dei risultati: avvertire, ovviamente, tutti i partecipanti dell’ora prevista, ma soprattutto, per tutti, assicurarsi di avere microfono, webcam e cuffie, se necessari, già pronti e funzionanti in modo da non avere spiacevoli contrattempi.

    E se non abbiamo alcun motivo per fare una riunione, allora organizziamo un videoaperitivo, magari con Houseparty, beviamo e ridiamo ciascuno a casa propria, ma come se fossimo tutti insieme, in un’ideale unione che ci dia la spinta per superare questa situazione nuova che ci spaventa, ma soprattutto rischia di farci smarrire.

  • Il lavoro al tempo del Coronavirus

    Il lavoro al tempo del Coronavirus

    #JobCafè intervista il nostro amministratore delegato Mario Straneo.

    Sono tempi molto duri e difficili per l’emergenza Coronavirus che ha colpito Cina e Italia e si sta allargando a tutto il mondo. Lo smart working è diventato, per molti, l’unico modo per lavorare. Questa modalità, a tuo avviso, sarà sempre più utilizzata dopo che l’emergenza sarà scomparsa o qualcosa cambierà?

    Ritengo che ciò che stiamo riscontrando nell’adottare, quotidianamente, questa modalità di lavoro sarà assolutamente valutato in maniera positiva. Lo smart working ci sta consentendo di ottenere ottimi risultati, ci sta permettendo di non interrompere le quotidiane operazioni lavorative, di non incappare in ritardi o inefficienze. Ritengo, inoltre, che sia e sarà un’ottima soluzione per migliorare quel work-life balance di cui le persone hanno bisogno,oggi, per migliorare produttività e serenità.

    In questi tempi bui di sospensione e di attesa, è opportuno continuare a cercare lavoro o è meglio attendere che la tempesta sia passata?

    Dobbiamo assolutamente continuare a cercare lavoro, non ci si deve fermare perché come da tutte le grandi crisi, di cui abbiamo sentito parlare o che abbiamo visto, nasceranno, anche da questa, tante opportunità e per coglierle al meglio è opportuno anticipare la ripartenza dell’economia

    Qual è il ruolo delle Agenzie per il Lavoro in questo momento storico?

    Come sempre nei momenti di difficoltà e di ripresa le agenzie per il lavoro sono, per quanto riguarda tutto il settore delle risorse umane, il punto di riferimento per qualsiasi tipo di azienda e per le persone che cercano delle nuove opportunità professionali.

    Che futuro vedi per il mondo del lavoro?

    Sono ottimista. Credo che dopo questa crisi ci sarà un cambiamento importante. Sono convinto che, oltre alle nuove mansioni che continueranno a nascere legate al mondo dell’high tech, si rafforzerà il settore della logistica e della sanità. Per quanto ci riguarda ci impegneremo di più per essere costantemente pronti ad accogliere e vincere tutte le sfide future.