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  • La resilienza esiste anche in azienda…

    La resilienza esiste anche in azienda…

    Sentiamo parlare spesso di “resilienza” nella vita di tutti i giorni, nel quotidiano di ciascuno di noi. Essere resilienti significa avere la capacità di non farsi travolgere dagli eventi, di non cambiare il proprio aspetto originale, dopo una burrasca, un evento traumatico.

    Essere resilienti significa essere forti, ma flessibili, sapersi adattare agli eventi senza lasciarsi travolgere, non significa assumere atteggiamenti duri, al contrario, significa possedere le risorse che permettano di valutare una situazione e comprendere quale sia l’azione giusta da intraprendere.

    Le aziende che hanno queste caratteristiche, che sono resilienti, sono quelle che hanno maggior possibilità di sopravvivere in qualsiasi ambiente, anche il più competitivo, anche in situazioni di forte criticità.

    La resilienza organizzativa di un’azienda si basa soprattutto sulla consapevolezza di sé, dei propri punti di forza, dei propri valori guida, sulla capacità di avere una visione che vada oltre il beneficio immediato, guardi verso il futuro e sappia imparare dai propri errori.

    Secondo alcuni recenti studi ogni azienda, per considerarsi resiliente, dovrebbe, rispettare questi 5 pilastri organizzativi:

    • coordinamentotra le diverse parti dell’azienda, favorito da uno scambio fluido delle informazioni;
    • cooperazionedata dalla condivisione di obiettivi primari più che per una spartizione di compiti e di istruzioni;
    • condivisionedi una certa porzione di potere decisionale;
    • sviluppo di skill trasversaliai diversi livelli organizzativi che promuovano lo scambio di idee e vedute;
    • connessione con l’esterno, come i clienti, ma anche i collaboratori.

     

    Concludiamo con le parole di Pietro Trabucchi, psicologo che si occupa da sempre di prestazioni sportive e di resistenza: «Il resiliente è un ottimista e tende a leggere gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di avere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza».

    Buona resilienza a tutti!

  • Pasqua di Rinascita

    Pasqua di Rinascita

    C’è un antico detto “Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi” che in questi tempi suona come un’invocazione alla libertà di muoversi, di andare dove vogliamo e con chi vogliamo a festeggiare una ricorrenza che è molto cara a tutti noi. E non solo perché siamo di tradizione cattolica, ma perché rappresenta l’inizio della primavera, le prime gite fuoriporta con parenti e amici, l’inizio della bella stagione, che significa uscire di più, stare in mezzo agli amici fino a tardi.

    Quest’anno saremo tutti rinchiusi nelle nostre case, (i più fortunati sulle terrazze) e festeggeremo la Pasqua esclusivamente con le persone con le quali viviamo o se siamo da soli in videochat con le famiglie distanti a volte anche di poco. È un momento duro, di lontananza, di solitudine, di “distanziamento sociale” come lo chiamano gli esperti. Siamo tutti tesi a combattere qualcosa che non vediamo e che non percepiamo, o meglio che percepiamo, per la maggior parte, attraverso le immagini che ci arrivano dalla televisione. Siamo tutti un po’ disorientati, sbigottiti, in ansia per la salute nostra e dei nostri cari, per il futuro che ci attende, per i cambiamenti che tutto questo porterà, per le conseguenze economiche che dobbiamo aspettarci.

    È una Pasqua sospesa, è un tempo di riflessioni. Ma proprio questo tempo sospeso, queste riflessioni devono condurci a cambiare le cose non hanno funzionato o che non funzionano più, tutte le criticità che la nostra società ha mostrato in questa gravissima crisi. Siamo noi, singolarmente, con il nostro comportamento che dobbiamo cambiare per far cambiare una società che ha, comunque, mostrato la corda. È un tempo di ripensamenti personali, che cosa c’è di giusto o sbagliato nella nostra vita? Cosa c’è che vogliamo cambiare? Cosa c’è che vogliamo fare una volta che tutto ricomincia?

    Se useremo bene questo tempo allora questa Pasqua sospesa può diventare davvero una Resurrezione, una Rinascita per tutti noi, un momento che prelude ad un nuovo magnifico Rinascimento.

    Buona Pasqua a tutti noi!

  • Il lavoro al tempo del Coronavirus

    Il lavoro al tempo del Coronavirus

    #JobCafè intervista il nostro amministratore delegato Mario Straneo.

    Sono tempi molto duri e difficili per l’emergenza Coronavirus che ha colpito Cina e Italia e si sta allargando a tutto il mondo. Lo smart working è diventato, per molti, l’unico modo per lavorare. Questa modalità, a tuo avviso, sarà sempre più utilizzata dopo che l’emergenza sarà scomparsa o qualcosa cambierà?

    Ritengo che ciò che stiamo riscontrando nell’adottare, quotidianamente, questa modalità di lavoro sarà assolutamente valutato in maniera positiva. Lo smart working ci sta consentendo di ottenere ottimi risultati, ci sta permettendo di non interrompere le quotidiane operazioni lavorative, di non incappare in ritardi o inefficienze. Ritengo, inoltre, che sia e sarà un’ottima soluzione per migliorare quel work-life balance di cui le persone hanno bisogno,oggi, per migliorare produttività e serenità.

    In questi tempi bui di sospensione e di attesa, è opportuno continuare a cercare lavoro o è meglio attendere che la tempesta sia passata?

    Dobbiamo assolutamente continuare a cercare lavoro, non ci si deve fermare perché come da tutte le grandi crisi, di cui abbiamo sentito parlare o che abbiamo visto, nasceranno, anche da questa, tante opportunità e per coglierle al meglio è opportuno anticipare la ripartenza dell’economia

    Qual è il ruolo delle Agenzie per il Lavoro in questo momento storico?

    Come sempre nei momenti di difficoltà e di ripresa le agenzie per il lavoro sono, per quanto riguarda tutto il settore delle risorse umane, il punto di riferimento per qualsiasi tipo di azienda e per le persone che cercano delle nuove opportunità professionali.

    Che futuro vedi per il mondo del lavoro?

    Sono ottimista. Credo che dopo questa crisi ci sarà un cambiamento importante. Sono convinto che, oltre alle nuove mansioni che continueranno a nascere legate al mondo dell’high tech, si rafforzerà il settore della logistica e della sanità. Per quanto ci riguarda ci impegneremo di più per essere costantemente pronti ad accogliere e vincere tutte le sfide future.

  • Cambiamento: istruzioni per l’uso

    Cambiamento: istruzioni per l’uso

    La vita è cambiamento continuo, divenire continuo, spesso ce lo diciamo e pensiamo di esserne consapevoli, ma quando il cambiamento diventa tangibile e incide sulle nostre abitudini quotidiane c’è un momento di smarrimento, di vuoto, di paura.

    Come possiamo affrontarlo senza farci prendere dal panico e anzi farlo diventare un momento importante di crescita?

    In primo luogo, sarebbe buona norma essere sempre consapevoli che tutto può cambiare da un momento all’altro, abituarci ad abbandonare la nostra confort zone, ed essere ricettivi a tutti gli stimoli che riceviamo e concentrarci sempre su possibilità alternative rispetto a quello che stiamo vivendo.

     Dobbiamo imparare ad accettare il cambiamento senza rassegnazione. Che vuol dire? Vuol dire che non dobbiamo assumere atteggiamenti passivi, non dobbiamo sentirci e comportarci come vittime delle circostanze.

    Dobbiamo trovare il coraggio di dirci che tutti i cambiamenti sono positivi e che, probabilmente, ci porteranno ad abbandonare anche tutte quelle abitudini o quelle situazioni ormai logore, ma che non avremmo avuto il coraggio di mollare.

     Ribaltiamo la prospettiva: apriamoci con curiosità verso l’ignoto, cerchiamo di vedere ogni giorno quali nuove avventure ci porta.

    Ma cos’è che, in realtà, ci angoscia di più del cambiamento? La pura di fallire. Accettiamo, prima di tutto, che siamo umani e quindi passibili di errore, impediamoci di essere troppo severi e giudicanti nei confronti di noi stessi e accettiamo che l’errore fa parte della crescita e che il vero maestro della nostra vita è proprio l’errore da cui impariamo certamente più che dal successo.

    Perdoniamoci le cadute, ma soprattutto non teniamo troppo in considerazione il giudizio altrui che rischia spesso di paralizzarci e di impedirci di andare avanti, anche e soprattutto attraverso i fallimenti.

    In conclusione: accettiamo con gioia il cambiamento che positivo o negativo porta sempre con sé un vento di novità che potrà solo giovarci da tutti i punti di vista!